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	<title>Irrisolta &#187; labbra</title>
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		<title>polifedeltà</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 14:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irrisolta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La mia ex ed io siamo ancora in buoni rapporti. E’ per lei che sono sbarcata a Milano. Un anno e mezzo d’amore” Margherita è un fiume in piena e decide di confessarsi sul lettino. Di una estetista. “Poi mi ha lasciata, malamente, ma resta forse l’unica vera mia amica qui. Certo, da qualche mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“La mia ex ed io siamo ancora in buoni rapporti. E’ per lei che sono sbarcata a Milano. Un anno e mezzo d’amore” Margherita è un fiume in piena e decide di confessarsi sul lettino. Di una estetista. “Poi mi ha lasciata, malamente, ma resta forse l’unica vera mia amica qui. Certo, da qualche mese sta con un’altra, che pare non sia nemmeno dichiarata &#8211; Pensa, proprio oggi ho sentito Sandra, la mia ex appunto, per chiederle un favore,”  Margherita aspetta la reazione di Claudia.</p>
<p>Prona sul lettino del centro estetico cerca di intuire dal vigore del massaggio se lei ne sarà scioccata o meno. Alle sue spalle Claudia risponde senza interrompere il massaggio:</p>
<p>“Ummmm… non fa per me”</p>
<p><em>Touchée. Eppure, tutto avrebbe fatto pensare che lei fosse gay…</em></p>
<p>“Cioè, intendo dire-“  Claudia si interrompe, versa un filo d’olio essenziale lungo la  schiena di Margherita e continua “con le mie ex non sono mai riuscita ad andare oltre a un saluto di buona educazione”</p>
<p>Margherita solleva la guancia dal lettino per sorriderle. Ora sanno entrambe e le attenzioni e i complimenti e le battute che si sono scambiate tra una pulizia del viso, una doccia ad alta pressione e un massaggio assumono un nuovo, piacevole, significato.</p>
<p>“Come sei messa giovedì sera?” Margherita socchiude gli occhi cullata dal massaggio e incalza “Ceretta. Completa.”</p>
<p>“Dopo controllo l’agenda-“</p>
<p>Le palme di  Claudia scivolano dalle scapole di Margherita fino alla zona lombare, indugiano sul coccige.</p>
<p>“Credo di poterti mettere sul tardi però, come ultimo appuntamento della giornata…”<br />
Il percorso delle mani termina con una carezza accennata fra le natiche lucide e morbide.</p>
<p>===========================<br />
Claudia solleva con una mano la caviglia di Margherita e con l’altra le guida il ginocchio che si  flette. Margherita sente la pianta del piede poggiarle sul polpaccio liscio, in una posizione quasi di yoga.<br />
Si possono guardare negli occhi, chiacchierando liberamente. Ogni strappo è stato una gradevole tortura, che le ha risalito le gambe, solleticando le ginocchia, fino alle cosce.</p>
<p>Claudia soffia sulla spatola, la mano a coppa per non far gocciolare la ceretta calda. Si china per la seconda volta sul monte di venere di Margherita. Il velo tiepido di cera vicino alle grandi labbra le scalda anche i piedi. Il perizoma di tessuto-carta le sfiora il clitoride, blandendo lo sfintere.</p>
<p>“Te la faccio bella sgambata anche da questa parte…” Margherita annuisce. Il suo sguardo si è perso sul camice di Claudia, curva su di lei. E’ più sbottonato del solito e la macchia di ceretta rosa sul bavero sembra proprio indicare il neo che ha sul collo. I polpastrelli levigano la striscia depilatoria per farla aderire meglio. Debordano, sfiorando le piccole labbra. Margherita sente il pertugio dischiudersi pronto ad accogliere dentro di sé le dita di Claudia.</p>
<p>Lo strappo è deciso e una fitta  fulmina l’addome di Margherita. L’estetista immediatamente preme indice e medio sulla parte depilata per contenere il dolore.</p>
<p>Qualche secondo di pressione ma il sesso di Margherita è troppo invitante per lei e anulare e mignolo  stanno già lisciando la spaccatura tumida.</p>
<p>“Sei tanto bella, Margherita…”</p>
<p>“Grazie a te e alle tue mani miracolose”</p>
<p>I loro visi si avvicinano, le dita di Claudia ancora frugano in cerchi  passando dal lembo del clitoride per poi tuffarsi dentro Margherita, che la fissa senza parole. Finalmente si baciano, lingue che esplorano, denti che mordicchiano. Saliva, fremiti, panno carta stropicciato, ansimi. Claudia si affaccia davanti alle cosce aperte, titilla ancora con tre dita la figa di Margherita, l’aggancia spingendole dentro un altro dito, manovra la sua vagina che elastica l’accoglie e la divora per contrastare il dolore della dilatazione forzata.</p>
<p>Caccia uno strillo quando viene e affonda gli incisivi nella spalla di Claudia, smagliando il tessuto del suo camice.</p>
<p>===========================</p>
<p>“Sandra, grazie ancora e scusa il disturbo, domani mi arriva la lavatrice nuova così non ti scoccio più.”</p>
<p>“Figurati, è un piacere rivederti. Ti trovo in gran forma!</p>
<p>“Sì, dài, non mi posso lamentare.”</p>
<p>“Sei sempre più bella” Sandra le fa l’occhiolino e aggiunge “anche se da donna impegnata questo  non potrei dirtelo”</p>
<p>Con  vago imbarazzo ripiegano insieme in una sorta di quadriglia l’ultimo lenzuolo pulito.</p>
<p>“Marghe, però ora, in compenso,  mi aiuti a stendere il mio di bucato, ok?” Sandra afferra la cesta di plastica con i panni umidi e si dirige verso il terrazzino.</p>
<p>Ed è passando in cucina che Margherita intravede, poggiato sulla sedia, il camice. Un piccolo strappo a  L sulla spalla, la macchia sul collo di ceretta rosa.</p>
<p>“E tu ti vedi con qualcuna?”</p>
<p>Margherita giocherella con la molletta.</p>
<p>“N-no.”</p>
<p>Sandra gliela ruba per stuzzicarle bonariamente la t-shirt all’altezza del capezzolo.</p>
<p>“Ogni tanto ti sogno ancora sai,  Marghe…” le sfiora l’avambraccio liscio.</p>
<p>Scopano sul pavimento della cucina. Sotto la bandiera strappata e macchiata del camice.</p>
<p>Listening to &#8220;Great DJ&#8221; The Ting Tings</p>
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		<title>secret in a bottle</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 16:20:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irrisolta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sposata. Avrebbe dovuto capirlo subito. Fin dalla sera dell’addio al nubilato. ========================= “E’ ufficiale: io, l’aspirante sposina, sono ubriaca!” “Carla, sei aspirante nel senso che glielo succhi?” Risata generale. “No, mia cara… anche perché non so fare pompini!” Tacchi e decolleté al galoppo sotto la tavolata. L’agriturismo vibra del tifo da stadio di una ventina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sposata. Avrebbe dovuto capirlo subito. Fin dalla sera dell’addio al nubilato.</p>
<p>=========================</p>
<p>“E’ ufficiale: io, l’aspirante sposina, sono ubriaca!”<br />
“Carla, sei aspirante nel senso che glielo succhi?”<br />
Risata generale.<br />
“No, mia cara… anche perché non so fare pompini!”<br />
Tacchi e decolleté  al galoppo sotto la tavolata. L’agriturismo vibra del tifo da stadio di una ventina di ragazze, tra gridolini e sberleffi. Sulla tovaglia sono sparsi biscotti con forma fallica, preservativi colorati, macchie di vino e cibo.</p>
<p>Nel caos della serata, tra un prosecco casereccio e un piatto di bigoli in salsa Raffaella si avvicina alla quasi-sposa.<br />
“Allora, cos’è questa storia dei bocchini?”</p>
<p>Carla, con lo sguardo appannato e un cazzetto disegnato sulla guancia le getta le braccia al collo singhiozzando e ridendo. E&#8217; ubriaca, come tre quarti delle presenti al festino.</p>
<p>“Raffa…” si  asciuga il moccio con l’orlo della maglietta in lurex “c’ho provato, ma mi fa schifo”<br />
“Fumiamoci sopra, usciamo un attimo” Carla è troppo sbronza per accorgersi che l’amica ha afferrato la bottiglia di prosecco semivuota.<br />
Una volta sotto al porticato è Raffaella che incalza.<br />
“Ma almeno in bocca a Nicolò gliel’hai preso?”</p>
<p>Carla si porta la mano davanti alla bocca ridacchia scuotendo  i riccioli castani in segno di diniego.<br />
Raffa ghigna e si accende la sigaretta : “Abbiamo un problema Huston”</p>
<p>Dalle labbra delle due ragazze si spande il fumo, c’è umidità in campagna, ma sedute sulla panca si scaldano, si fissano le scarpe, si prendono a braccetto, poggiano la testa al muro e soffiano verso l’alto i pensieri. L&#8217;ebbrezza le ha rese mistiche, il vino ha sciolto le inibizioni.</p>
<p>“Il suo cazzo-“<br />
“Raffa!”<br />
“Ok, il cazzo di un uomo – Carla sei proprio una bigotta, lasciatelo dire – devi immaginarlo come se fosse un concentrato di Nicolò.”<br />
Carla annuisce tirando un’altra boccata.<br />
“Un piccolo Nicolò, insomma. E’ tascabile e quindi puoi baciarlo e leccarlo come faresti quando limoni con Nicolò <em>grande</em>. Per questo è tutt’altro che schifoso, anzi è come baciare la sua parte più concentrata. Lo diciamo sempre che gli uomini sono dei cazzoni, no?”<br />
“Sì hai ragione” ridono. Ridono fuori anche l’alcool.<br />
“Ecco. Puoi iniziare con una sega incompleta, una <em>sega interrupta</em>, per così dire, poi avvicini la bocca ma lo torturi un po’ di piccoli baci, nel frattempo puoi  palpargli il culetto” Le mani di Raffaella, sempre reggendo la sigaretta, mimano le due semifere dei glutei. &#8220;Arruffagli il pelo dell&#8217;uccello con dei soffi, carezzagli le palle, che ne so&#8230;&#8221;<br />
“Sì, ma io a questo ci arrivo. E’ dopo che mi blocco!” Carla si dondola sulla panca, spazientita nella suo abito-parodia da sposa.<br />
Lanciano i mozziconi verso il ghiaino oltre il portico. Controllano che nessuno si affacci per reclamarle all&#8217;interno dove i brindisi continuano a gran voce.</p>
<p>“Allora, usa questo simulatore” la bottiglia posata ai piedi di Raffaella magicamente compare alla vista di Carla che l’afferra un po’ perplessa.<br />
“Chiudi gli occhi e metti il collo della bottiglia in bocca, poco, ok così va bene. La lingua si stende morbida attorno al cazzo, ci sei? Non irrigidirla, morbida, calda che avvolge il palo”<br />
Carla alza il pollice e le palpebre verso la maestra. Il cazzetto disegnato sulla guancia di Carla è sbavato e i brillantini del trucco le sono scesi sul mento. Una lolita carnevalesca sfatta, ma pur sempre sensuale.<br />
“Ora puoi gustarti Nicolò in miniatura e con la lingua sentirai le sue vene, la pelle tesa, il potere e la forza tutti concentrati lì. Brava… Sì&#8230; A lui piace quando glielo stringi alla base leggermente” Raffaella guida la mano di Carla e le chiude il  pollice e l’indice attorno al collo della bottiglia “E’ un massaggio, ecco, brava ora fagli dei succhiottini qui sul filetto di pelle, in punta“ Carla avvicina le labbra al cilindro di vetro e non vede  Raffaella che tuffa la mano libera sotto la gonnellina e si preme in mezzo alle gambe. Si sta masturbando, mentre insegna a masturbare. Il pensiero la infiamma ancora di più, tanto che ha un sussulto sulla panca e Carla la sorprende a leccarsi le dita che poco prima erano sotto il tessuto della gonna.</p>
<p>Raffaella le fa l&#8217;occhilino le posa l&#8217;indice umido e odoroso alle labbra per intimarle di star zitta. Sarà il loro segreto. Carla succhia il dito di Raffaella per suggellarlo.</p>
<p>&#8220;Il gioco <em>impara a fare pompini ché tra una settimana ti sposi</em>. Ti piace vero?&#8221; Raffaella divarica sempre di più le gambe per toccarsi meglio. Si rivolge ancora all&#8217;amica seduta di fianco a lei sulla panca, con la bottiglia tra le mani, vicino al viso.</p>
<p>“Lo senti che la saliva ti sta inondando la bocca ? Così è anche più facile fare su e giù…Ok, brava, riprendi e  ogni tanto staccati dal ciuccio e dagli una leccatina, ché a Nic piace”.</p>
<p>Le risa e i rumori della cucina si amplificano sotto il portico, ma persino il bastardino del proprietario dorme accoccolato vicino all’ingresso dell’agriturismo.</p>
<p>“Continua, Carla” Raffaella con la mano libera arruffa i ricci dell’amica che ha ricominciato l’esercizio arrotolando la lingua sul fallo di vetro smeraldo.<br />
Entrambe seppure ubriache e con gli occhi chiusi sono consapevoli del piacere dell’altra. Fradice fra le cosce. Bocca e bottiglia di prosecco da una parte, la propria voce e le dita dall’altra parte.<br />
“Nic si eccita se con la punta della lingua gli ripassi tutto attorno alla cappella, hai presente? Come quando lecchi il bordo del vasetto di yogurth…”<br />
Carla è stordita dall’alcol, china sulla bottiglia il cui vetro oramai si è intiepidito. Eccitata dalla voce di Raffaella che ora respira con affanno seduta accanto a lei.<br />
“A Nic pia-ce, sì, piace tantissimo, lui gode quando fai così…e&#8230; e&#8230; godo, godo anch’io”</p>
<p>=========================</p>
<p>Divorziata. Forse anche da prima che Nicolò la lasciasse con un biglietto che diceva soltanto “Pensavo di farcela, ti prego fai inviare la posta e le mie cose all’indirizzo di mia sorella Raffaella”</p>
<p>Listening to &#8220;Secret&#8221; Madonna</p>
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		<title>ti prego</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 10:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irrisolta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Affondo il viso nel cuscino. Ti respiro, accogliendo il desiderio a braccia aperte. Cresce dentro e fuori in una minuscola erezione. Mi liscio e mi tendo, le labbra si schiudono in preghiera. Sgrano il mio rosario con un&#8217;unica perla. Ti prego ancora]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Affondo il viso nel cuscino.</p>
<p>Ti respiro, accogliendo il desiderio a braccia aperte.</p>
<p>Cresce dentro e fuori in una minuscola erezione.</p>
<p>Mi liscio e mi tendo, le labbra si schiudono in preghiera.</p>
<p>Sgrano il mio rosario con un&#8217;unica perla.</p>
<p>Ti prego</p>
<p>ancora</p>
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