l’aperitivo
Adoro certi aperitivi milanesi in piedi. Denti che affondano in fettine d’arancio, l’alibi della musica ad alto volume per labbra pericolosamente vicine ad un lobo. Dire tutto in punta di dita, che sono roventi attraverso gli abiti d’ufficio. Insinuare un ginocchio tra le mie cosce, passarti la mano sul petto, disegnando ghirigori mentre ti parlo. Fuori baciarsi con lingue alcoliche ed il freddo che ci da i pizzicotti. Tu che mi allontani in un vago palpeggio. Ridacchi, io torno alla carica e ti premo contro. E’ come se i cubetti di quello sbagliato mi si fossero sciolti tra le gambe.
Scherzando cerchi di calmierarmi con un “Pussa via!”
Ma sotto il vestitino capisco solo “Pussy via”.
E a te la darei volentieri stasera, con abbondanza di fusa.

Listening to “Hush” Deep Purple



Mi sono perso tutto su questa frase “Scherzando cerchi di calmierarmi”. Calmierarmi?
L’esplicito e raffinato erotismo con aperitivo che, ad un tratto, con una sola espressione, si trasforma nell’italiano da verbale di polizia. Peccato!
Un saluto.
Vincenzo (panopticoncept on Twitter)