ho russato?
Ancora rannicchiata su un fianco tra le lenzuola. Distendo solo le braccia intrecciando le mani.
Viste da qui potrebbero sembrare la mia sinistra e la tua destra con le dita, alternate e molli, nel rilassamento del mattino.
Un pollice accarezza l’altro.
Mi contorco leggermente e affondo il viso nel cuscino dove è ancora caldo. Immagino sia il tepore del tuo corpo e lo lascio scorrere lungo la colonna vertebrale per poi farlo spandere sui glutei e insinuare tra le cosce.
Sempre tenendo le mani intrecciate le avvicino al viso e bacio la “tua” destra mordicchiando un po’ il dorso e il monte di Venere. Socchiudo gli occhi. Così posso concentrarmi su quel che fanno le “nostre” altre due mani, quelle libere dall’intreccio, slegate dalla realtà.
La mia destra scivola lungo la mezzaluna del tuo ventre accoccolato vicino ai miei lombi. Siamo entrambi in posizione fetale.
Due mani intrecciate di lato, le altre due libere. Le mie dita si affacciano all’elastico degli slip. Lanugine riccia che si infittisce ai piedi di un’erezione costretta dal tessuto. Lo avvolgo nella mano e lo guido verso la libertà, oltre il confine dell’elastico. Lo avvicino al mio sedere da dietro, lo chiudo tra le cosce, lo cullo muovendo il bacino cosicché possa sfregarsi sul mio sesso già imbevuto di eccitazione.
Riapro gli occhi sulle mani intrecciate.
Sposto lo sguardo verso il basso dove, sotto le lenzuola i miei fianchi oscillano seguendo le sferzate. Poco a poco inizio ad avere il respiro affannoso, lo sento sopra il fruscio ritmato delle lenzuola.
Fino a contorcermi in uno spasmo che mi fa sobbalzare sul materasso. Potrebbe sembrare che mi stia stiracchiando come un gatto. Ma è un proiettile di piacere a scuotermi e stirare i muscoli di tutto il corpo.
Quando vengo le mani si stringono in una morsa a pugno. Cuore pulsante di dita. Mi scappa un gemito. Non forte, un piccolo lamento, un sospiro intenso, l’esalazione di un verso.
Ho il pigiama zuppo. Slaccio le mani. Le apro a ventaglio, le osservo. Respiro a fatica. Gli occhi sono strabici di godimento.
Però lo vedo. Me ne accorgo.
Le mani sono solo le mie.
Tutte e due.
Le mie.
Mi sono masturbata senza mani. Tenendole unite davanti a me.
Scaccio il pensiero di un orgasmo solitario con l’unica formula magica che mi venga in mente.
Ti chiedo a mezza voce se ho russato.

Listening to “Innocent when you dream” Tom Waits



…Vedo che le ferie fanno bene.
no. hai fatto le fusa.
Fenomenale!!