mi ascolto
Sono in auto percorro l’autostrada verso Milano, con i finestrini abbassati. Caccio un urlo.
Forte, il più forte che ho dentro.
Questione di pochi secondi, il metronomo è giusto il passaggio pedonale in quota che collega i due autogrill in zona Cantalupa.
Prendo un respiro che mi porta il mondo intero nel petto. Le mandibole scendono verso il collo. Sono una bottiglia con il tappo a macchinetta. La lingua si stende e si puntella nel solco, aggrappata alla guarnizione rosa delle gengive. Le pareti della bocca umide di saliva. Gli angoli delle labbra pare che si lacerino nella trazione. Ho i polmoni colmi, il diaframma è una balestra in tensione.
La mia freccia è una vocale sola o forse due, leggermente miscelate. Una “a” con un po’ di “o”. Un’esalazione fonetica primordiale. Uno strumento che si accorda ma a velocità triplicata, nessun gorgheggio, solo una sfiatata unica.
Liberazione, sfogo, paura, richiamo… Urlo per ascoltare la mia voce, sapere che ce l’ho ancora, ricordarmi di com’è.
Perché urlare oggi è il mio lusso.
E urlo.
Il più forte che ho dentro.
Restituisco al mondo il mio mondo. Filtrato, captato, amplificato. Mi ascolto.
Ho la gola che brucia, il fiato corto. Resto on il petto che si solleva e abbassa, in silenzio con il vento e la velocità a suonare il ritmo del guard rail.
Mi viene in mente che alcuni amplessi sono un urlo. Tendere gli adduttori, divaricando le cosce su una lingua di carne, che si distende molle, aggrappata al monte di venere. Cavità umida. Accolgliere al mio interno un mondo. Per poi restituirne un altro. Filtrato, captato, amplificato.
Il sesso che brucia, il fiato corto. Il ventre che pulsa.
Liberazione, sfogo, paura, desiderio. Urla diverse per sentire le mie tante voci e ricordarmi di chi sono. Mi ascolto.

Listening to “Secretly” Skunk Anansie



sei vera. forse l’unica a non recitare. sei nel mio blogroll. non risolverti mai.
Mr. Vandemar
Io urlo sempre, se ne ho necessità, in auto. Mi fa tanto bene.
Già.
Irrisolta (ri)legge.
Irrisolta(?) urla.
Irrisolta ascolta.
Irrisolta ancora?
Forse.
Un passo dopo l’altro.
Well I got this guitar
And I learned how to make it talk
And my car’s out back
If you’re ready to take that long walk
From your front porch to my front seat
The door’s open but the ride it ain’t free
And I know you’re lonely
For words that I ain’t spoken
But tonight we’ll be free
All the promises’ll be broken
There were ghosts in the eyes
Of all the boys you sent away
They haunt this dusty beach road
In the skeleton frames of burned out Chevrolets
They scream your name at night in the street
Your graduation gown lies in rags at their feet
And in the lonely cool before dawn
You hear their engines roaring on
But when you get to the porch they’re gone
On the wind so Mary climb in
It’s town full of losers
And I’m pulling out of here to win
(thunder road)