timeless
Metto la sveglia su orari che la maggior parte della gente considera strani.
6.53, 7.34, 8.48… Cose così.
Perché anche quei minuti, che di solito non se li caga nessuno, hanno la loro dignità. Le 7.00, le 6.00 si gonfiano: sono spaccate, sono la regola. Mezzogiorno poi, è il più borioso di tutti. Doppio, incide come una lama le ventiquattro ore.
Ma io adotto i minuti spuri. Quelli che diventano importanti solo quando non puoi perdere la coincidenza di un treno o della vita. Me li coccolo quei minuti e gioco con loro nel girotondo del quadrante dell’orologio.
Peccato che quando incrocio il mio riflesso è come se la meridiana del mio sguardo la usassi per scavarmi dentro. I 22, 08, 57, 13 collassano. Il mio ventre diventa clessidra. Desiderio, timore, gioia, rabbia, spavalderia, vulnerabilità sono la sabbia che riempie i bulbi del mio sesso e leviga, graffia, la strozzatura dell’anima.
Suonano le campane.
Ma non ho bisogno di sapere che ore sono.
Finché la mia ombra dice che c’è luce.

Gli occhi bruciano
Niente vedono,
Solo quello che c’è
Sogni, lacrime
Specchi, pozze limpide
Sai,
Trema in bilico
Tutto quello che c’è
Cambierà
Questa notte è per te
Tra le dita
solo tu passerai
Cambierà, verrà
un fulmine
e accenderà
Aria e vento
E si vedrà,
Schiarirà
intorno a te
Tempo sbriciola
Giorni, sorsi piccoli
Vai, solo un passo e avrai
tutto quello che c’è
Cambierà
Ogni stanza è per te
dalle dita
negli angoli scenderai
Cambierà
Schiena dritta
contro il vento
E si vedrà,
Spioverà
“Contro Vento” Malika Ayane



che invece per le lavoro i miei orari sono dalle 6 alle 30. Che all inizio era strano mo è normale dire quello va in onda alle 25.15.
non importa a che ora suona la campana, volgiti al sole nascente, la tua ombra sarà sempre un passo dietro di te e la luce che ti attraversa colorerà di vita le orme dei tuoi passi
vorrei fermare il tempo
vorrei impedire il suo scorrere
vorrei non invecchiare
vorrei restare qui, in questo qui e ora della mia felicità
vorrei…