autogra-fica
Feltrinelli – Piazza Piemonte Milano. Ci arrivo direttamente dall’ufficio, tanto per cambiare sono di corsa. Tanto per cambiare faccio la maratoneta sui tacchi e mi trascino una borsa piena di libri, vanity fair, beautycase, agende.
Entro in libreria e ad accogliermi ci sono l’abbraccio di Cielo e la voce di Daria. Chiedo subito notizie dei Maosi, ma loro sono giustamente in pole position e tutto sommato ciò che conta è ascoltare e sorridere (Timi è un grande!) e pensare e ricordare e farsi molestare da Cielo in versione “omarino”.
A fine presentazione ci imboschiamo tra la folla di fan, ma siamo comunque corretti e aspettiamo che la processione per gli autografi termini, prima di presentarci all’autrice. Daria è magra, sorride, stringe mani, chiede a tutti “Per chi scrivo? Che nome?”
Ho un momento di panico, guardo lei, guardo Cielo. Come a voler rigirare a loro la domanda. Avvampo divento una scolaretta e rispondo decisa “Irrisolta!”. Daria sottecchi mi sorride e ubbidiente verga un “Per Irrisolta”
Ci sono persone che ti fanno sentire migliore.
In una sera io ne ho avute attorno almeno cinque. Tre viaggiavano su una multipla nera, uno è stato a braccetto con me tutta la sera, l’altra mi ha regalato l’orgoglio di essere ciò che scrivo.
Ora ne ho conferma: Daria è una faigah!



che quella sera ero pieno di faigah.