perischerzo
Olga sta quasi per richiamare l’attenzione di Tiziana e raggiungerla, ma decide improvvisamente di seguirla a distanza.
Anzi, per confondere ulteriormente le cose la chiama al cellulare.
Chissà la sua faccia quando mi vedrà qui, già a casa!
“Stellina, ciao”
“Ho appena parcheggiato sotto casa, tu a che punto sei?”
“Sono ancora in ufficio” mente Olga
“Quindi ritarderai per la nostra cena…”
Olga lancia un’occhiata alla bottiglia di champagne nella busta di carta decorata.
“Faccio il possibile, Titti. Sto aspettando una risposta da Girardelli, ti ricordi quel cliente…”
Vuole tenerla al telefono perché Tiziana ha improvvisato una goffa danza: una mano occupata con la sporta della spesa, l’altra con il laccetto del sandalo sul tallone, il sedere sporto in fuori, il tacco a mezz’aria puntato come un’arma e il cellulare stretto fra orecchio e spalla.
Tiziana cammina quasi zigzagando mentre Olga, a una cinquantina di metri, la segue a piedi intrattenendola al telefono, accorciando le distanze.
“Ollie, sono quasi al portone di casa”
Lo vedo tesoro, lo vedo
“Quando parti dall’ufficio fammi uno squillo così mi regolo per i tagliolini”
“A dopo, stellina, un bacio”
Pochi passi le dividono. Tiziana poggia il sacchetto della spesa a terra, davanti al portone di vetro. Rovista nella borsa alla ricerca delle chiavi ed è allora che Olga, seminascosta dietro un bosso del giardino condominiale si accorge di un dettaglio.
Sotto il tessuto della gonna di Tiziana l’orlo dello slip sulla natica destra le è scivolato verso il centro, creando un effetto perizoma asimmetrico.
Le cuciture dello slip le solcano il fondoschiena come un segno di spunta a “V”, ma il gluteo di destra è praticamente nudo e la stoffa della gonna è a contatto con la pelle di Tiziana.
Olga serra istintivamente le cosce cercando di contenere il calore che le esplode dal sesso. Tentenna quando si rende conto che Tiziana è in portineria e sta percorrendo il tratto di guida in moquette verso l’ascensore. Deve fare in fretta se la vuole cogliere di sorpresa.
Scatta la rincorsa, con l’interferenza della nonnina del quarto piano che Olga incrocia e saluta con un sorriso frettoloso. La bottoniera dell’ascensore segnala la salita. Tre piani a piedi. Olga sente i capezzoli indurirsi mentre il seno le rimbalza ad ogni scalino.Agganciata al corrimano si proietta verso il pianerottolo successivo, la bocca aperta a inghiottire ossigeno, le narici espanse.
Con un suono metallico si apre la porta dell’ascensore, un fruscio di plastica, le chiavi tintinnano in mano a Tiziana. E’ sulla soglia.
In un balzo Olga le è alle spalle per farle il solletico. Tiziana caccia un urlo. La sporta della spesa cade a terra con un tonfo. La mano destra le scatta al petto, istintivamente.
“Sei tu! Stronza!” Un respiro di sollievo.
Ridono, ma le pupille di Tiziana sono ancora dilatate dalla paura.
“Titti, scusami era solo uno scherzo, non ho resistito – aspetta ti aiuto”
Tiziana è accosciata a raccogliere parte della spesa, fuoriuscita dal sacchetto.
Riecco il segno dello slip
Olga avvampa e fantastica dell’orlo elastico cucito a zig zag. Lo “vede” sormontare il gluteo per infilarsi di sghembo nell’insenatura del sedere a mezz’aria di Tiziana Lo immagina percorrere un arco che preme sulle grandi labbra, solleticandole la base del clitoride. Socchiude gli occhi e le pare di percepire l’odore di fibra umida.
Invisibile piccola tortura!
“Stellina, all’antipasto ci penso io”
Tiziana la guarda con aria stupita e le posa un bacio sulla bocca
“Scherzi? Ollie, tu sei negata-“
“Tieni addosso lo slip.”
Tiziana in automatico si passa le mani sul fondoschiena, accenna a sistemarsi la mutandina sotto la gonna.
“Lascialo com’è. Mangiamo a letto. Non sto scherzando”
Listening to ” 1 2 3 4 ” by Feist



Te tu non me puoi scrive ste cose che è primavera, gli ormoni si svegliano e…me toca rangiarme!
posso fare la parte della molla dello slip?
Passa il tempo, traguardi nuovi, amore consolidato, il mio corpo prenderà una nuova forma… eppure quando ti leggo, quando una volta di più sveli i segreti di un amore a me sconosciuto, ogni stramaledettissima volta la curiosità scorre calda tra le mie gambe, combattuta dalle ragioni, vinta dal desiderio, così lontana ed impalpabile mi giunge la voglia irrispettosa di perdermi in un bacio lungo, caldo, prepotente. Ogni volta il mio cuore mi sconquassa il petto e mi stordisce, prima di essere rimesso in riga dalla ragione prepotente.
…e poi vedo questo http://it.youtube.com/watch?v=gJFH-oiRSQQ e perdo la testa…
eccitante, brava!