quel che rimane
Scappare o rimanere?
Maddalena si appoggia al finestrone della camera 218.“Mi conferma non fumatori la matrimoniale, Signora Gaspari?” le avevano chiesto in reception, al momento della registrazione in hotel. Così ora è costretta a fumare di sguincio, facendo sbucare indice e medio fuori, trafitti dal freddo. Di tanto in tanto avvicina la faccia alla fessura ed esala sbuffi di fumo. Peggio di una scolaretta nei cessi al cambio dell’ora.
Lui non c’è. E’ lei che fa il lavoro sporco. Umberto come un magnaccia l’accompagna all’hotel in periferia. La bacia frettolosamente, le palpa il culo mentre lei scende dall’auto e le fa l’occhiolino con la pupilla dilatata dalla cocaina.
Scappare o rimanere?
“Torno subito tosorino, faccio una fuga in farmacia così per strada chiamo anche mia moglie per dirle che non torno a casa”.
Si fa la tresca e non si preoccupa nemmeno dei profilattici. Maddalena lascia cadere il mozzicone che, dal secondo piano, atterra sul cornicione scrostato del garage.
Lui l’ha già etichettata durante precedenti incontri di lavoro: una che ci sta. Discretamente gnocca da non vergognarsi a portarla in giro e, a volte, pure divertente.
E’ già pronto, se si escludono i preservativi, per la fugace cavalcata. Per la sua dose di droga che Maddalena ha tra le gambe. Pensa di aver già vinto. Di aver già barattato con una cena di pesce e qualche moina la sua figa.
Scappare o rimanere?
Quanto tempo ci vorrà per avere un taxi a ridosso della tangenziale? Oramai è fatta. I doppi sensi e le battutine si sono sprecati tutto il giorno, ci è scappata pure una slinguata in macchina dopo cena. Il fatto che lui sia stronzo, sposato e stravolto dalla bamba a questo punto è irrilevante. Umberto sa che lei gliela darà.
Lui potrà sniffarsi la striscia di pelo di Maddalena, sentendosi invincibile.
Lei oramai sa di essere diventata solo un prodotto in offerta. Mangime per i deboli.
E’ rimasta.
Accoppiamento maldestro dai modi spicciativi, nessun orgasmo per entrambi. Lei tanto finge, lui comunque è fatto.
E’ rimasta.
Per scoprirlo peggiore, per scoprirsi peggiore.
Sfregando la pelle fino ad arrossarla pur di lavarsi e levarsi di dosso lo squallore. Flaconcini di docciaschiuma dozzinale, patina di saponetta.
E’ rimasta.
Maddalena si osserva allo specchio. Le dita come un rastrello tra i capelli stirano il viso struccato. Di là, lui russa beato.
“Signora Gaspari, il suo taxi, Catania 79, sarà qui in sei minuti”
Il tempo di una sigaretta che le faccia tossire i pensieri. L’alba filtra attraverso i pini marittimi, in lontananza le auto ronzano su doppia corsia.
“Buongiorno signora dove la porto?”
La osserva attraverso lo specchietto retrovisore, in attesa di risposta.
” Intanto andiamo via da qui. Subito.”
Gli indica la corsia di immissione in tangenziale, allungando la mano tra i sedili
Maddalena gioca con la collana e poi posa una mano all’altezza del diaframma, sfiorandosi il seno sinistro.
“C’è il sole… Andiamo verso il mare.”
E’ lì sotto, nel cuore, che lei ha la raffineria di droga migliore.
E’ rimasta, alla fine.
“Non sto scappando” tiene a sottolineare al tassista, indovinando la sua espressione perplessa.
“Sono gli altri che sono troppo lenti”
Per i battiti del suo cuore.
Inspired by A.
Listening to “Bad girl” Madonna



Irry.
E’ tornata.
Tvb
Ribadisco…. le donne vedono di più, sentono di più, hanno il cervello pure negli ormoni…
è che sei come una perla apparentemente sferica che nasconde sfaccettature impreviste…. bacio grande
Mi ha commossa. O forse oggi ci riesce tutto.
jiul
Pusher di emozioni, Irry.
che bello poterti leggere e scoprire anche in questo blog! Sai sempre stupire coinvolgendo Davvero bello tutto ciò che scrivi! Buon week end Marco