senza alibi
Il mio alibi era la stanchezza. I bagordi della sera prima avevano minato un po’ tutto il gruppo e durante i lavori della riunione distrettuale, arrivati a metà ordine del giorno, c’era stato il fuggi fuggi verso la lobby e le camere dell’hotel.
“Sono devastata”
La cartellina con il logo del Rotaract vola sulla consolle, rimbalzando contro il televisore che muto passa un documentario sui pinguini.
“Anch’io sono a pezzi. Quei cuba libre ieri mi hanno ucciso”
“Grazie per l’ospitalità in camera, Sam” Mi sfilo le scarpe e abbasso pantalone e collant insieme riacciuffandoli attorno le caviglie. “Due ore di sonno, una rinfrescata veloce e mi riprendo per la cena”
“Scherzi, non c’è problema, Sonia ha paccato all’ultimo momento. Mi cama es tu cama!”
Resto in tanga e camicia.
“Ahhhperò… Complimenti per la mise sexy, Segretaria Distrettuale incoming!” Samuele si fa scorrere la cintura attraverso i passanti. L’intimità è fraterna con lui.
Quasi mi strozzo nel tentativo di togliermi la camicia senza sbottonarla.
“Aspé, bimba impaziente, guarda cosa mi tocca”
A braccia alzate con il viso coperto dal cotone e un bottone che mi graffia il naso barcollo, sulla moquette morbida, oltre il letto, verso di lui. “Devo aiutarti anche a svestirti!”
Lo intravedo nella trama di garza, che cerca di srotolarmi le maniche sollevando con una carezza il tessuto dalle ascelle, lungo le braccia, oltre lo spigolo dei gomiti.
I suoi polpastrelli stringono, respiro a bocca aperta con il fiato catturato tra la fibra. Respiro in affanno e ridacchio, chiedendo aiuto. “Sciocchina che sei”
Finché le sue labbra non premono sul velo di tessuto, ansimando umide e calde.
Sam, l’amico di tutti, il giullare che intrattiene con imitazioni e sketch l’intero club durante le noiose riunioni. Sam, il giocatore di rugby, tarchiato e fidanzato da una vita con Sonia, la secchiona del quartiere.
Sam mi sta baciando. Lui, da sempre corazzato di simpatia e ilarità, innocuo fratello maggiore a cui fare riferimento, ha un’erezione che spinge a mo’ di tentacolo verso di me.
Io cieca e muta intrappolata nel burka di una camicetta, lui con il suo cazzo prigioniero della microfibra. Preme contro la mia pancia, come una scimitarra.
Mi fa oscillare, rotoliamo sul letto.
“Umph, che cazz- Sam, argh” riesco solo a mugugnare sollevando il mento per divincolarmi.
La testa ora è libera. Me lo ritrovo con i suoi occhi grandi che mi scruta, per capire la portata del suo gesto. Decido di baciarlo senza la protezione della camicia, masticando qualche mio capello di tanto in tanto. Respirando la sua barba in crescita. E’ dolce Sam. Un orsacchiottone. Il buono per definizione.
Gli voglio un bene dell’anima. Anche se lo vedo solo durante le attività di club un paio di volte al mese.
Gli sto facendo del male?
Dall’avidità con cui cerca la mia lingua non sembra. Contorcendosi riesce nell’intento di sfilarsi i jeans usando una sola mano. L’altra armeggia sui ganci del mio reggiseno.
Non guardo, non lo voglio vedere perché questo non è il Sam che tutti conoscono.
E’ un torellino quasi sexy, che sbuffa, palpeggia, mi spoglia, mi guida tra le lenzuola e mi trapunta la vulva di piccoli baci.
Ho i polsi ancora bloccati nel drappo di camicia.
Indolente, non faccio nulla per fermare la sua lingua, impedire che i denti mi ricamino il clitoride lucido e teso, accelerando il mio respiro.
Sam, cosa penserebbe Sonia se ti vedesse ora?
Io è come se non ci fossi.
Lui si tira su con il busto riportandosi alla mia altezza, si tiene l’uccello in mano che mi schiaffeggia le cosce.
Mi libero le braccia, la gogna di cotone vola giù dal letto.
Nessun alibi.
Intreccia le dita tra le mie e guida la mano verso il suo cazzo. Faccio resistenza, forse non troppo convinta.
”N-no…”
Toccarlo sarebbe far svanire l’immagine del mio Sam per sempre.
Stesi, affiancati, ci masturbiamo in parallelo.
Lui in posizione fetale con il fiato sul mio collo, io supina e inchiodata con le dita tra le grandi labbra.
Spero abbia compreso.
Tengo gli occhi serrati per non vederci in questa situazione.
Pelvi che sussultano sul materasso a ritmi alternati.
Hai pensato alla tua Sonia mentre te lo sgrullavi godereccio?
Io era come se non ci fossi. Forse lui l’ha capito.
Si mette a sedere sul letto, si passa il palmo della mano su occhi e fronte, oscillando la testa piano.
Riesco ad aprire gli occhi. Si incammina nudo verso il bagno.
E’ il mio Sam, l’amico di sempre.
“Irry, tu sei in grado di far venire un uomo senza nemmeno toccargli l’uccello” e mi punta il dito in segno di scherno.
“Sono stanca, stravolta. Scusami” farfuglio e mi raggomitolo tra le lenzuola. Io è come se non ci fossi.
Gli effetti del recente orgasmo non reggono, come il mio alibi.

Listening to “Perdere Te” Otto Ohm



Ormai il danno è stato fatto…forse sarebbe stato meno ipocrita farlo e poi subirne le conseguenze…complimenti per il blog e per come scrivi in generale
Continuo a rileggere questo racconto.
ogni lettura c’è un interpretazione diversa.
@esioth: ti ho linkato. ho letto molte affinità tra i nostri blog.
@il cielo: la cosa è voluta. ognuno ci legge la sua versione. one size fits all
baccccci
Non sono sicura abbia compreso, probabilmente non subito.
Ciao irry! mi do il benvenuta da sola da queste parti
Poliplus no no lascia che ti dia il benvenuto!
da questi commenti e da un post di Cielo (che ringrazio arrossendo nelle parti intime):
http://eilduomosipiega.style.it/archive.php?eid=164
ho scoperto che questo post risulta un po’ criptico (tanto per cambiare). Quindi non ti crucciare. Secondo me se lo rileggi ci trovi qualcos’altro ancora diverso…
bacccci
Irry tu sei sempre criptica per questo piaci (credo! e anche per i racconti hot)
Per la serie “tanto per cambiare” non mi riferivo a me nel commento4 ma a Sam.
Confessione: mi sa che sono in ritardo con Vita di Pi, mannaggia a me!
Grazie per avermi linkato…spero di essere all’altezza…
Bello Irry! Domani lo riguardo con i neuroni accesi, e magari riesco a spaziare tra i vari livelli di lettura che ora, purtroppo, sfuggono al mio piccolo cervello offuscato dalla pasta coi fagioli. Buona serata!
Uuuuhm.
Oops.
Bel racconto.
Ciao irrisolta.
Sono sam.Ti seguo da un po, da tanto tempo.E da tanto tempo che leggo di te, dei tuoi uomini delle tue donne.
Ti leggevo e dentro di me cresceva il timore e la voglia di trovarmi tra le tue parole.
Oggi ci torno e ci trovo.E mi si è gelato il sangue.
E’ passato un po di tempo.4 anni mi pare.Me li ricordo come se fosse ieri.Le riunioni le partite di rugby i barbeque con le fidanzate e le mogli degli altri giocatori.Tu da sola, forse stritolata da 1 ragazzo che preferiva riposare ed addomentarsi piuttosto che farti una carezza.Mi ricordo come ti comportavi alle feste e alle riunioni, sorridente solare con un negroni o moyito in mano con la classe che hai sempre avuto.
Mi ricordo che cercavi di scappare da quell uomo trovandoti a farti toccare dai ragazzi della squadra.E quante volte ho visto le loro macchine parcheggiate fare giu e su con tu dentro a rubare un attimo di felicità e a pensare che forse in mezzo alle tue gambe ci fosse la chiave della tua vita.E mi ricordo pure di loro che in privato dicevano meraviglie del tuo seno o di come muovevi il culo.Mi ricordo anche cosa dicevano di te quando con la secchiona facevamo i barbeque dopo le partite.”guardala che troia..lo sapete che un mese fa è andata a new york al meeting del rotaract di new york è passata la notte prima e si è scopata il presidente”.Me le ricordo quelle voci.Anzi sotto sotto le ricordo ancora.
E allora ho pensato anchio che fossi una troietta.di quelle vestite bene ma pur sempre una troietta.
Poi ci dicono bisogna organizzare la serata sam ed irry incontratevi.Ho passato 2 pomeriggi con te.Altro che troietta suchiacazzi nei parcheggi.Ho conosciuto una donna energica, precisa,generosa,spiritosa.E poi la stanchezza l alcool ha messo in moto in tutto.Mi ricordo un approccio poi un altro un sorriso un erezione la mia mano che prende la tua e la infila in mezzo alle tue gambe.Tu che nn dici no fermiamoci e chiudi gli occhi e vai.Mi ricordo i nostri gemiti silenziosi che sembravano dei sussurri che riempivano la stanza.E poi quando ti ho alzato la camicetta sulla pancia e ho visto il movimento ondulatorio delle tue dita.Quando mi sono staccato da te ed ho baciato il tuo piede, e poi i miei occhi hanno visto la trama nera della strisciolina di peli e la mia lingua che è entrata dentro.Il sapore dolce del tuo liquido le tue pareti chiare la perfezione del tuo clitoride tondo e umido come una ciliegia.
E li mi fermo.Perche nn sono piu l orsacchiotto.Mi blocco, perche vedo i tuoi occhi chiusi le tue gote rosse le tue mani che nn sanno se tornare dentro la vulva o finire li.Poi mi rimetto dietro il tuo culotto tondo e liscio che continua a muoversi..ma forse i giochi sono fatti.E veniamo.Io con uno spruzzo potente sulla pancia tu con un tremore..che li per li ho preso per un tentivo di uscire da quella stanza.Mi lavo anche se ho voglia di prendermi uno di quei grumi densi e mettermelo in bocca e succhiarlo come faccio sempre da quando ho cominciato a toccarmi.La mia frase..il tuo non ti preoccupare.Per un certo periodo mi sono chiesto cosa avevi provato.Mi rimane il dubbio ma è meglio cosi’.Una cosa pero te la voglio dire.Non ti ho penetrato perche penetrarti sarebbe stata una botta e via, avrei dato ragione a chi pensa di te come una cagnetta in calore. Avrei fatto un torto anche alla mia fidanzata e che non avrei piu avuto il coraggio di guardarla in faccia.Anche perchè per me è rimasto un momento erotico molto alto.
Durante quell amplesso ci siamo scambiati un pezzo di pelle durante un bacio.Non mi ricordo se fosse mio o il tuo.Mi ricordo che poi tu l hai sputato perche nn capivi cosa fosse.Era morbido e gelatinoso e ho passato mesi a passarmi la lingua sui denti a cercare un pezzo simile per rivivere quella sensazione tattile.
Irrisolta ti ricordi il dopo di quel pomeriggio? Ci siamo parlati e anche tanto di quella cosa e ci siamo meravigliati di come ne parlassimo tranquillamente. E poi le partite che seguirono.Tu ai bordi del campo con il solito moyito e poco di la secchiona che distrattamente seguiva il match leggendo un libro.
Io che in campo spingevo il pacchetto di mischia per portare la mia squadra in meta.
E quando dopo una meta incontravo il tuo sguardo e subito dopo quello suo.
Io ricambiavo entrambe.Il tuo era carico di rispetto e stima per una persona speciale il suo era carico di altri significati erano per una persona che ha passato e passa ancora un pezzo della mia vita con me.
Ma ti assicuro irrisolta che l intensintà era uguale.
Ti auguro il meglio.
sicura che non c’eri?