servire a 90 gradi
Sono a Camposampiero. Manca poco Leggo l’sms che ho già il fiatone, mi sono precipitata giù dalle scale saltando due scalini per volta. La cena è pronta Accendo le luci secondarie dei pensili e metto a tacere il fzzzzz del neon. Scalza, inizio il mio minuetto attorno alla tavola per gli ultimi ritocchi: non manca niente. Una piroetta e apro il frigo: la torta riposa, il vino è in fresco. Chiudo il frigo e salgo in camera a vestirmi. Voglio che di me conosca ogni faccia. Nel silenzio del quartiere sento l’arrivo della sua auto. Spalanco la porta e lui è già sul vialetto in porfido. Mi sembra più magro, mi sorride carico di un borsone. Le gambe sottili e lunghe lo portano sulla soglia nel giro di due passi. Piedi penzolanti nel vuoto e lingua in bocca. Se molla la presa ora gli ghigliottino la lingua. Nel ridepositarmi al suolo la canotta mi si solleva scoprendo a metà il seno. Lui se ne accorge, afferra il borsone frettolosamente e lo lancia in ingresso. Ricominciamo a baciarci con foga. Mi divincolo staccandomi da lui e dirigendomi verso la cucina, ma la sua presa sul polso è ferma e decisa. Sembra un passo di rock & roll e mi ritrovo prima faccia a faccia e poi con un mezzo giro a voltargli le spalle. Oramai la canotta è arrotolata sotto le ascelle, capezzoli ritti al centro del triangolo bianco di pelle non abbronzata. Alle mie spalle sento la zip dei suoi pantaloni scendere. L’altra mano ce l’ha posata sulla mia schiena e preme lievemente per farla abbassare. Mi sostiene per i fianchi ed io già armeggio con bottoni e cerniera degli shorts. Sembro una bambina che si è fatta pipì addosso: pantaloncini calati a mezza gamba che mi impicciano e le sua mano tra le cosce che curiosa frenetica. Beccheggiando spinta da dietro cado in ginocchio. Palmi aperti sul tappeto, lui che ansima, poggia la bocca aperta e i denti sulla mia spalla. Lo infila con iniziale difficoltà ma al secondo colpo l’ingranaggio è ben oliato. Mi copre con sferzate profonde. Ha gli occhi strizzati in una smorfia e mostra gli incisivi inferiori come un mastino. Mi aiuto con un dito, il mio mento poggia sul petto e lo sguardo è verso il suo pistone che apparescompareapparescompareapparescompare dentro di me. Veloce, veloce, veloce, i muscoli delle cosce sussultano, pelle contro pelle schiaffeggiata. Mi accascio su un gomito. Lui stantuffa in costante aumento di respiro. Mi pianta le dita in una spalla, si inarca, fa un verso animale. Piedi bollenti, mani aggrappate al vello corto e ruvido del tappeto persiano, ginocchia indolenzite, bagnata lascio esplodere il magma in ondate sismiche di calore. Mi pizzica il viso, le gambe sono in una posizione innaturale, imprigionate negli shorts a mezz’asta. Lui è riverso al mio fianco, con il fiatone e gli occhi chiusi. "Ho fatto le lasagne…" gli dico da sopra il bicchiere d’acqua fresca. Mi volta le spalle e mi fa cenno con una mano: "Salta su!" "Domani per pranzo saranno ancora più buone" Aveva ragione. Le abbiamo finite a cena, due terrine e svariati orgasmi dopo. Listening to "Blood Sugar Sex Magik" Red Hot Chili Peppers
Sotto l’accappatoio che profuma di talco sento la pelle evaporare.
Il neon implacabile della cucina rende le mie dita abbronzate, quasi olivastre, mentre digito veloce la risposta.
Molto meglio così.
Adesso sono più simile a un biscotto dorato e la luce soffusa è più clemente con le mie imperfezioni.
Il contrasto di temperatura mi eccita con un brivido.
Opto per gli shorts kaki e la canotta bianca aderente. A lui piaccio in versione Soldato Jane, davanti allo specchio mi controllo e passo i polpastrelli sotto gli occhi, tolgo un po’ rimasuglio di rimmel sbavato. Ho gli occhi liquidi, un po’ stanchi, ma sorrido ugualmente all’immagine riflessa.
Schizzo verso le scale.
Rumore di portiera che si chiude. Primo pianerottolo. Il seno rimbalza ad ogni scalino mentre mi aggrappo al corrimano per planare sul tappeto con un salto.
Poggia il bagagliosullo zerbino e mi solleva di peso verso il suo viso, a un metro e novanta da terra. "Ciao meraviglia!" "Ciao ragazzaccio".
Il ritmo aumenta. Se continua così tra poco esplode.
Lui posa il suo sul tavolo della cucina, afferra una tartina e la ingurgita famelico.
Simulo una rincorsa e mi lancio sulle sue spalle, le cosce strette ai fianchi e le braccia al collo. Molleggiando mi porta su per le scale verso la camera.



Hai deciso di far morire qualcuno d’infarto?Per esempio la sottoscritta?Tra un pò vado a farmi una doccia fredda per calmare quelli che credevo ormai sopiti istinti animali.Brava sei riuscita a farli risvegliare..post ad alta tensione erotica!
Scrivi bene, sai? Te giustamente dirai "Ma chi è questa e cosa vuole?!", sono una che ti legge ogni tanto, secondo me non è da tutti saper raccontare sensazioni così profonde (mai aggettivo fu più azzeccato) senza scadere nella volgarità gratuita (tipo la battuta che ho appena fatto io). Buona serata!
com’è l’sms? ah sì … Sono a Camposampiero. Manca poco … mi apri? BUON FINE SETTIMANA!!!!!!
@nell: se ci ripenso mi arrapo ancora anch’io. Il mio ex in questione era davvero notevole (poi penso che nel frattempo è diventato papà e un po’ mi ammoscio, ma vabbeh)
@Icense: Grazie! Non ti preoccupare i commenti ci sono per commentare (sono una piccola Einstein lo so!). Non mordo, almeno… non sempre.
@Movida69: stai buoninaaaaa, che con quel 69 nel nick sei proprio una birba!
Ocio Irry! Che se ci ecciti troppo te tocca pure "soràrci"! AHAHHAHAHAH!
@Sei_Heki: una dose massiccia di bromuro o un post supercinico. Cosa preferisci?
Bacccci
sublimiamo tutti in un orgasmo virtual solitario
@Zoccolaio: mi sa che in un’ipotetica gara all’orgasmo virtual solitario arriveresti/verresti per primo!
io zoccola? Detto da te non può essere che il migliore dei complimenti e te ne devo dare atto: hai ragione.
Baci
Irry
Ehm, ma non c’era una torta in frigo?
Quella, se non la mangia nessuno, la finisco io.
mi hai dato del collega… è un onore..
sei troppo avanti…. ti vorrei da dietro!
wow….
Non male. Mi ricordi una che preferivo non ricordare.
Bello… doccia fredda anche per me!!!