stop breathing!
“Non respiri”
Con gli occhi chiusi nella penombra ho sciolto le braccia dal petto, allungandole e distendendole. A seno scoperto, pelle d’oca. Esposta allo sguardo maschile, vagamente impacciata. Il mento mi trema, anche le ciglia.
Persino le narici sono dilatate in modo innaturale.
Non respiro.
Proprio come quando mi sono chinata su di lui. Accogliendolo in bocca, soffocando deboli conati, guidata dal ritmo del suo respiro.
“Non respiri”. Un rumore sordo, il tonfo di una porta che sbatte, il ronzio di un orologio da parete.Clac. La spia luminosa si è accesa. In piedi, seminuda e immobile attendo.I polmoni mi scoppiano.
Sento il freddo delle piastrelle attraverso il collant. Oltre le mie ciocche scomposte solo uno scopino sporco, scritte oscene, le fughe lerce di pulizie troppo sommarie.
I cessi dell’autogrill sembrano tutti uguali, ma non lo sono. Ognuno ha odori diversi. Questo ha un puzzo pungente di orina misto a deodorante. Via sms abbiamo scelto di incontrarci qui. Doveva essere l’inizio di un viaggio, ma la foga è stata tale che ha convinto anche l’inserviente, con l’aggiuntina di una banconota da venti.
Un’isola decadente battuta dal vento dell’asciugamani e con lo sciacquone automatico all’uscita. Solo che io non sono Brooke Shields e lui… è uno. Di cui conosco solo i lati bui e inquietanti.
Inginocchiata, accetto la pressione delle sue mani sulla testa, ancora e ancora e ancora. Non ci siamo detti nulla.
Sapevamo.
E’ bastata un’occhiata al nostro codice nel parcheggio. Dress code. Margine d’errore nullo. Mascherati da cena di gala alle cinque del pomeriggio. Autogrill Monte Baldo.Mi ha cinto la vita con un braccio, gli porgo il collo per un bacio sfiorato. Rustichella, focaccella, icaro… Panini prendono vita nella vetrinetta mentre rovescio il collo e gli sorrido grata. Tutto vibra, tremulo.
La paura è stimolante.
Il cameriere ci interrompe e sporge la mano per ritirare lo scontrino. “Due caffé, grazie”. Sono le uniche parole che dico.
Sguardi di sottecchi dal bordo della tazzina. Con passi liquidi siamo fuori. Cappa di calore, profumo di benzina e il ronzare ipnotico delle auto che sfrecciano al di là del guard rail.
E ora sono qui con il suo piacere in bocca, la lingua pregna di arabica e eccitazione. Inginocchiata in una latrina lurida. Io devota, abito da sera nero, acciambellato sui fianchi, seni liberi che lui maneggia quasi divertito. Bambino dispettoso. Giochiamo ancora un po’. Da sotto gli lancio uno sguardo, prima di stringere la presa: per un secondo è lui a non respirare. Colgo l’occasione per sollevarmi a sedere sulle sue cosce e intrufolarmi nella sua bocca.Bambina dispettosa. Groviglio di ciglia. Mani nervose, polpastrelli affondati nei fianchi.
“Ma come guasto? No xe posìbie, ciò!”
Qualcuno si lamenta fuori, ma la mancetta di venti euro è ancora efficace. Parchimetro del sesso clandestino. Seduti sul copritazza di plastica nero facciamo perno con le braccia alle pareti, infilo un tacco sulla tubatura a mo’ di staffa. Lui si puntella come può, goffo come solo un animale che copula può essere. Continuiamo a cavalcare. L’abbaino con il deodorante rinsecchito e le ragnatele è l’ultima cosa che vedo all’acme, prima di chiudere gli occhi e far cadere le braccia, dondolando in trance. Respiro affannata. Il mascara rigato dal pianto, le guance arrossate dal suo accenno di barba in crescita.
“Non respiri!”
Sbarro gli occhi strozzando un singulto, dall’altra parte della cabina il radiologo fa un pompino al microfono e mi riprende come una scolaretta indisciplinata, sbraitando.
Ho i capezzoli duri e gli slip umidi.
Non respiro.
Listening to "Love can damage your health" - Télépopmusik



….hmmm. La paura è stimolante. Anche. Anche quella, sì.
sono flash disegnati sulla tua anima appunto irrisolta. Un abbraccio.
E’ vero, sembrano proprio flash, emozionanti, coinvolgenti, di vita piena …Un pò ti invidio
a volte intrisi di nostalgia … dolore …. sofferenza, sì, sofferenza. Il mestiere di vivere. La fatica di sopravvivere. Se fosse così saresti la mia anima inquieta a cavallo del tempo. A scopare la vita per non pensare. A volte capita. Sigh.
Potrebbe esserci una luce diversa in tutto questo. Potrebbe esserci una luce…ma non c’è.
Ama te stessa.
A 15 anni ero convinta di non amare niente e nessuno, di voler amare solo la diversità che credevo di vivere.
Quella di amare le emozioni forti.
Ora ho qualche anno in più e certamente amo anche il ricordo di quella bimba pensosa che ero, affamata e assetata di tutto. Oggi so cosa voglio. O almeno credo di saperlo.
Ma che importa….se anche sbagliare mi emoziona…