reloaded II
Le mani grandi di un adulto posate delicatamente sui fianchi di una bambina. Le dita stringono di poco la presa sulla salopette di velluto rosa. La bimba si guarda le punte delle scarpette, tende e fa un po’ di resistenza con i muscoli del collo e la schiena. Volta la testolina indietro, verso di lui, con i capelli che le impicciano la vista alle sue spalle. Piccole dita attorcigliate sulla catena che odora di metallo ossidato. Nocche bianche e una folata di vento. La bocca spalancata in un sorriso e il seggiolino dell’altalena si proietta al cielo. Spinta dal basso. Ha l’aria di chi è affaccendata a sistemare cose in giro per casa. Si alza sulle punte dei piedi apre l’anta di un pensile con una mano e con l’altra vi ripone il grosso vaso colmo di miele. I capelli sono ancora arruffati dal sonno, in cucina c’è profumo di caffè. I lembi della vestaglia di seta si gonfiano ad ogni suo passo, scoprendo il corpo nudo. Mentre è china davanti al frigorifero aperto sente le sue mani calde attraverso il tessuto, all’altezza dei fianchi. Istintivamente inarca la schiena, ruffiana. Lui la attira verso sé e poi le lascia spazio allungando le braccia, donodolando il bacino, mimando l’amplesso. Un fremito e la mano si stringe sul tetrapack che lancia gocce di latte. Ridono della mossa sexy. Spinta dal basso. C’è un freddo pungente, la strada è torturata dalle auto in coda che bofonchiano ai semafori. Il guanto invernale mi rende difficile inserire la freccia per svoltare. E’ verde, allento la presa sulla leva della frizione e mi immetto nel traffico delle nove. Snòcciolo le marce con dei rapidi colpetti, sento la leva del cambio poggiare sulla tomaia della scarpa. Seconda, terza, quarta, ancora più veloce osando fino alla sesta, più dei 110 consentiti. Nel casco mi nasce un sorriso. Sollevo di poco la visiera per farmi sferzare dall’aria e sentire la velocità sulle labbra, che umetto con la lingua e faccio asciugare dal vento. Scalo e diminuisco la velocità: così mi intrufolo tra auto, bus, scartando scooter e pedoni. Finché davanti a me la strada si libera improvvisamente. Ingrano la seconda, il motore risponde vivace e vigoroso. Che goduria! Mi sento presa per i fianchi proiettata in avanti e Spinta dal basso!



Anche io. Felice nel leggerti.
hai letto il mio anagramma per te? Sali torri, ci sta anche col post odierno.
grande Irry
be Irrisolta…stupisci sempre..
pat
Mario… biker anche tu?
leggerti è come perdersi dietro a pensieri astrusi…e ogni volta mi capita di pensare che accidenti…dietro a tutto quello che scrivi, c’è un senso!
Biker è un parolone: mi è capitato spesso di andarci con amici.
sai che scrivi prprio bene? bax e buon wend.
Bel post Irri, come sempre! Riesci sempre a creare qualcosa di originale.
Buon lunedì a questo punto!